| Home | Associazione | Informativa | Iniziative | Sostieni Anlaids | Sezioni Anlaids | News | Forum | Link | Contatti

| ANLAIDS NOTIZIE



| NEWSLETTER


Indietro    TORNA ALLA HOME PAGE    STAMPA LA PAGINA   
| News

 

 

Anlaids all’Aids 2010: la terapia può frenare l’epidemia

21 Luglio 2010

Mentre i tagli ai finanziamenti stanno mettendo a rischio la continuazione dei programmi anti Aids nei paesi a risorse limitate, l’allargamento dell’accesso alla terapia antiretrovirale ha mostrato risultati entusiasmanti in varie zone del mondo. Lo ha detto Michel Kazatchkine direttore del Global Fund, presentando i dati che mostrano una netta riduzione della mortalità per Aids in Brasile e Sud Africa. Le aumentate richieste sui sistemi sanitari spingono perché i finanziamenti al Global Fund crescano, invece nel 2008-2009 le donazioni dai paesi europei sono diminuite di 600 milioni di dollari e si stima che il Fondo abbia un deficit compreso tra i 4 e i 6 miliardi di dollari. Secondo le stime di Kazatchkine, se continueranno gli attuali livelli di domanda, il Global Fund avrà bisogno per far fronte alle esigenze sanitarie dei paesi a risorse limitate di una cifra compresa tra i 17 e i 20 miliardi di dollari. Diventa necessario trovare questi finanziamenti se si vuole continuare a percorrere la strada della “terapia come prevenzione” che sta dando risultati così promettenti in tante parti del pianeta, come in Sud Africa dove si registra tra le donne una flessione nell’incidenza di Hiv.
Sulla terapia come prevenzione è intervenuto anche Bernard Hirschel, del servizio di Malattie infettive degli Ospedali universitari di Ginevra, definendola una strategia promettente che necessita di essere adeguatamente valutata in trial clinici. “È noto che la diminuzione della carica virale abbassa il rischio di trasmissione di Hiv e che il trattamento che funziona abbassa la carica virale a livelli non rilevabili – ha detto – Le agenzie di finanziamento stanno attualmente analizzando diverse proposte che forniscano dati più definitivi rispetto a quelli attualmente disponibili. In questi studi, diverse comunità verrebbero randomizzate per ricevere un approccio test and treat o per continuare come prima. Ma questi trial devono affrontare ostacoli logistici, pratici e anche etici: tuttavia, senza dati più definitivi difficilmente l’appeal sollevato dal test and treat potrà tradursi in azioni su scala globale. Nel frattempo, basandosi sulle evidenze disponibili, la comunità medica dovrebbe sforzarsi di fornire trattamenti secondo le attuali linee guida a chi ne ha bisogno, per ottenere migliori risultati personali e collettivi, inclusa la diminuzione dell’incidenza di Hiv”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
| Link | Scrivici 




ANLAIDS Onlus - P.IVA 01712471000



Powered by Softplace - Siti web - web agency - SEO - SEM